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Scenario Ucraina

Ma davvero, in uno scenario così compromesso, a un passo dall’esplosione di una follia atomica, l’Europa, con la sua solita eleganza, insiste a inviare l’ennesimo carico di armi? L’Italia, naturalmente, non si tira indietro: sempre pronta a fare da comparsa nel teatrino tragicomico orchestrato dalla Von der Leyen, l’Ursula dai mille segreti e dall’armadio straripante di scheletri. Ma qualcuno, di grazia, ha una vaga idea di dove stiamo andando?

Mentre Orban si sfianca in viaggi est-ovest e tesse improbabili tele diplomatiche con Putin e Trump,  il nostro comico Zelensky continua a rifiutare trattative, sacrificando la sua gioventù decimata e il futuro del paese. E tutto questo per cosa? Per  passare alla storia come il buffone più maledetto del secolo? Ammirevole determinazione, ma forse sarebbe il caso di riconsiderare le priorità.

E poi c’è Macron, il Napoleone da salotto, bastonato a destra, a sinistra e perfino al centro, con una popolarità che in Lapponia fa invidia solo ai frigoriferi. Il nostro nano mentale riesce comunque a trovare il tempo per sproloquiare sull’invio di truppe NATO in Ucraina. E tutto questo mentre perfino la Polonia, che è praticamente a un passo dal conflitto, scuote la testa con veemenza, come a dire: “No, grazie, il pasticcio tenetevelo voi.”

Nel frattempo, il resto del mondo brucia. La Siria è un rogo, la Palestina un cumulo di macerie, e l’Ucraina è ormai una distesa di morti, più che una terra. E cosa fa Putin? Nell’incontro settimanale con il suo consiglio dichiara, con la calma olimpica di chi gioca a Risiko e sta vincendo alla grande, di essere disposto a discutere una tregua. Non una resa, ovviamente, perché con 170 città ucraine già conquistate e un’avanzata di decine di chilometri al giorno, chi si sognerebbe mai di alzare bandiera bianca?

È inutile fare finta che Putin non esista. Non è il cattivo di un film Marvel che sparisce con un colpo di CGI. L’Occidente può continuare a dettare le sue regole e ignorare la realtà, ma prima o poi qualcuno dovrà spiegare a Zelensky che l’unico piano B non è la fuga su Marte. Anche Biden, l’Europa e la Gran Bretagna dovranno farsene una ragione: la Russia non è una pedina da spostare su una scacchiera e non ha nessuna intenzione di farsi mettere all’angolo.

E se non si cambia rotta, non basteranno nemmeno 10 piccoli UFO mandati dai visitatori di altri mondi per salvare dalla sua insanità questo pianeta meraviglioso. O forse sì, ma speriamo che almeno loro abbiano un piano migliore delle scelte scellerate dei nostri leader.