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Dont say goodbye

Ormai è cosa nota, persino ai gabbiani che volano sul Mar Nero: Putin e Trump sono grandi amici. Eppure, ogni volta che aprono bocca, cercano di convincerci che sono solo due semplici conoscenti che si incontrano per caso al supermercato. Amici? Forse. Rivali? Probabile. Complice? Chissà?

Partiamo da Vladimir Putin, l’uomo che, dall’essere un agente del KGB, è diventato una sorta di imperatore moderno, con una particolare predilezione per le foto a torso nudo, preferibilmente in sella a un cavallo. Da anni ci racconta la storia della Russia forte e invincibile, il baluardo contro l’Occidente decadente. Ma se c’è una cosa che Putin sa fare meglio delle parate militari, è l’arte del doppio gioco. Il suo sguardo glaciale e la stretta di mano vigorosa celano un sorriso che nasconde un pugnale.

Non dimentichiamo qualcuno? Certo, il guitto Volodymyr Zelenskyj, l’uomo che ha trasformato la politica ucraina in un misto tra un dramma e una commedia. Prima attore comico, ora Presidente, è passato dal far ridere il pubblico con sketch televisivi a cercare di non far piangere un’intera nazione in guerra. Un burlone? Forse, ma è un burlone che si è ritrovato sul palcoscenico difficile e senza una preparazione specifica. Come una marionetta ha fatto davvero comodo ad un occidente guerrafondaio, ad una Nato che predicava e attuava la politica della porta aperta verso oriente. Un professionista della richiesta di fondi senza alcun ritegno.

Poi c’è Donald Trump, oggi Presidente degli Stati Uniti che non ha mai davvero lasciato la scena, anche se molti avrebbero preferito che lo facesse. The Donald è un uomo di spettacolo, su questo non ci sono dubbi. Perde la Casa Bianca, si gioca Capitol Hill, accusato, assolto, boh? Non importa, oggi è di nuovo e ancora il leader del mondo libero. Se Putin è il maestro dell’inganno silenzioso, Trump è il re del caos plateale. Due contrari? Forse. Ma si sa, gli opposti si attraggono

Ed eccoli lì, i due compari che si strizzano l’occhio dietro le quinte. Trump elogia Putin definendolo un “grande leader”, mentre Putin cerca di riprendersi un pezzo di paese, per liberarlo dal giogo “ucronazista” senza battere ciglio (creando un milione di morti). “Sono amico di Putin”, dichiara Trump, “ma non troppo amico”. Certo, come no, proprio come il gatto e il topo che si inseguono per gioco. Ma nessuno è così ingenuo da credere che si tratti solo di una partita a scacchi tra gentlemen. Con Trump e Putin la pace è davvero dietro l’angolo?

Hanno provato a convincerci che fosse tutto un malinteso, che Trump non abbia mai realmente tifato per Putin. Eppure, puntualmente, esce fuori il solito video, la solita frase ambigua, il solito ammiccamento che manda i commentatori politici in tilt. E noi, spettatori di questo teatro dell’assurdo, a chiederci se è veramente accaduto.

Forse la verità è che, in un mondo in cui la politica assomiglia sempre più a un reality show, Putin e Trump sono semplicemente i protagonisti che non vogliono uscire di scena. E mentre si godono il loro siparietto, noi possiamo solo assistere, tra lo sconvolto e il divertito, a questo bizzarro spettacolo di amicizie pericolose.

Ma vaffa… Putin Zelensky e Trump!